Quali rischi reali per il 5G?

Inizia la diffusione del 5 G , gli operatori inviano le richieste alle amministrazioni comunali in modo da iniziare le attività di adeguamento delle antenne e iniziano gli stop per verificare i rischi sulla salute. Numerosi i pareri e le opinioni, a volte contrastanti:

cosa c’è di vero nei timori per la salute dei cittadini?

come funzionano realmente e che effetti hanno le frequenze 5G?

  1. LE FREQUENZE 5G: COSA SONO E COME FUNZIONANO
  2. L’OPINIONE DELL’ISTITUTO SANITARIO NAZIONALE
  3. LE APPLICAZIONI DEL 5G: LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

LE FREQUENZE 5G: COSA SONO E COME FUNZIONANO

Con il termine 5G (acronimo di 5th (Fifth) Generation) si indicano le tecnologie e gli standard di quinta generazione successivi a quelli di quarta generazione, che permettono quindi prestazioni e velocità superiori a quelli della tecnologia 4G/IMT-Advancedche l’ha preceduta.

Il 5 g si attesta su bande di frequenza (694-790 MHz, 3,6-3,8 GHz e 26,5-27,5 GHz) diverse da quelle utilizzate attualmente per la telefonia mobile (da 800 MHz a 2,6 GHz). Il 5 G consente prestazioni 10 volte superiori a quelle attuali : 20 Gbps di velocità massima , una latenza che si riduce a 1-4 ms contro i 10-50 ms della connettività 4g. In mobilità il 5 g consentirà di fruire della connettività fino a 500 km/h e di collegare fino 1 milione di dispositivi per mq.

L’OPINIONE DELL’ISTITUTO SANITARIO NAZIONALE

Il 7 agosto 2019 l’Istituto superiore della sanità ha presentato il report sulle radiazioni emanate dalle radiofrequenze e il collegato rischio di sviluppare tumori nella popolazione.

Lo studio si è concentrato su tutte le principali radiofrequenze utilizzate nelle telecomunicazioni e in altre applicazioni biomediche e industriali, e sugli eventuali rischi della nuova rete 5G.

I campi elettromagnetici a RF possono effettivamente penetrare nel corpo, ma maggiore è la frequenza e minore sarà la profondità di penetrazione, che può causare vibrazioni di molecole elettricamente cariche o polari. Tale penetrazione si traduce nella produzione di calore e dunque nel riscaldamento dei tessuti, che ad oggi, sottolinea l’Iss, è l’unico effetto critico dimostrato dell’esposizione alle radiofrequenze.

Il 5G, come le attuali tecnologie di telefonia mobile di seconda, terza e quarta generazione (2G, 3G e 4G), non richiede segnali elettromagnetici di intensità tale da indurre aumenti significativi della temperatura corporea dei soggetti esposti, per cui non è prevedibile alcun problema per quanto riguarda gli effetti noti dei campi elettromagnetici.

A maggior ragione va tenuta in considerazione la natura particolarmente restrittiva della normativa italiana e degli standard internazionali per la protezione dagli effetti termici, tuttavia l’introduzione del 5G porterà a scenari molto complessi e ad un sensibile aumento dei dispositivi connessi, richiedendo quindi l’implementazione di nuovi modelli di analisi ad integrazione delle statistiche attualmente disponibili.

l’Istituto Superiore della Sanità afferma che, secondo i dati attualmente disponibili, se da un lato aumenteranno sul territorio i punti di emissione di segnali elettromagnetici, tale aumento porterà a potenze medie ben più basse, che verranno ulteriormente ridotte dalla rapida variazione temporale dei segnali.

In generale, nelle conclusioni del loro lavoro, fanno notare che molti effetti negativi che si sospettava potessero derivare dall’esposizione non trovano alcun riscontro scientifico. Per approfondimenti rimando al lavoro di Alessandro Polichetti http://old.iss.it/binary/elet/cont/5G_e_rischi_per_la_salute.pdf

LE APPLICAZIONI DEL 5G: LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

La paternità del termine tedesco Industrie 4.0 viene attribuita a Henning Kagermann, Wolf-Dieter Lukas e Wolfgang Wahlster che lo impiegarono per la prima volta in una comunicazione, tenuta alla Fiera di Hannover del 2011, in cui preannunciarono lo Zukunftsprojekt Industrie 4.0.Concretizzato alla fine del 2013, il progetto per l’industria del futuro Industrie 4.0 prevedeva investimenti su infrastrutture, scuole, sistemi energetici, enti di ricerca e aziende per ammodernare il sistema produttivo tedesco e riportare la manifattura tedesca ai vertici mondiali rendendola competitiva a livello globale.Gli asset portanti della quarta rivoluzione industriale passano attraverso il concetto di smart factory tra le cui tecnologie abilitanti troviamo la realtà aumentata, il cloud, i big data analytics e la simulazione tra macchine connesse per ottimizzare i processi. Molte di queste tecnologie oggi sono già disponibili ma non ancora efficientate in quanto il supporto di connettività non en consentiva l’adeguata funzionalità. E’ qui che entra in campo la tecnologia 5 g che diventa veicolo abilitante per la definitiva affermazione di industria 4.0. La bassa latenza in particolare e la possibilità di abilitare realmente l’internet of things attraverso il collegamento simultaneo di milioni di dispositivi consentiranno la vera rimodulazione delle attività industriali e i servizi a imprese e cittadini. Innumerevoli i campi di applicazione:

  • digitalizzazione dei processi a supporto dell’industrializzazione
  • sanità ospedaliera e diagnostica remota (consultazione in tempo reale dei dati sanitari di un infartuato, ad esempio, o di un potenziale ictus per un trattamento immediato già in ambulanza)
  • guida autonoma
  • realtà virtuale in ambito turistico e culturale
  • monitoraggio ambientale (droni che forniscono in tempo reale informazioni sullo state di conformazione geologico o idrico in ottica preventiva)
  • smart working
  • sicurezza dei cittadini

Le conseguenze di questa rivoluzione sono tutte da prevedere, e prevenire, ma le implicazioni in termini di modelli organizzativi per uscire dall’impasse economica in cui ci troviamo ormai da più di un decennio e le potenzialità in ottica sociale ed ecologica sono da tenere in profonda considerazione da parte delle istituzioni: accertarsi dei rischi per la salute è dovuto e corretto, tuttavia perdere l’opportunità del 5g è un rischio ancora maggiore.

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